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Di e con: Simone Severgnini
Scene: Filippo Antonio Prina
Montaggi Audio: Simone Severgnini
Disegno Luci: Gabriele Giussani
Consulenza scientifica: Dott.ssa Silvia Ceccarelli, psicologa

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Sinossi

Leonardo è un adolescente; come tale è particolare, unico. O diverso come piace dire ai suoi compagni. In un momento importantissimo per la definizione dell'identità Leonardo si trova a scontrarsi con tutte le difficoltà del mondo e delle sue relazioni: i compagni di scuola, gli insegnanti, i genitori. E pian piano scoprirà di avere molte cose in comune con quel famoso Leonardo Da Vinci, considerato forse il più grande genio che abbia mai solcato il nostro mondo.

Uno spettacolo che si concentra su diversità e bullismo nell’era dei social; che racconta la difficoltà di inserirsi, di sentirsi accettato in un momento difficile come l'adolescenza; e di quanto sia importante accettare e includere le diversità. Che racconta le stesse difficoltà che Leonardo da Vinci ha vissuto sulla sua pelle, prima di essere accettato come genio indiscusso.

Per raccontare in modo poetico e concreto il difficile percorso da compiere, per trovare la  forza di ammettere con se stessi la propria identità, e permettersi finalmente di fare l’incontro con la più importante delle compagne di vita: la felicità.

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Rassegna stampa

Eolo, rivista teatro ragazzi, 8/06/2016

MARIO BIANCHI

Ottima edizione, dobbiamo onestamente dire, la venticinquesima, del Festival” Una città per gioco”, organizzata  a Vimercate dalla Cooperativa Tangram,  con la presenza di spettacoli di buona fattura e di almeno 5 di ottimo livello,(…) Simone Severgnini del gruppo erbese “Il Giardino delle Ore” in “Leonardo, diverso da chi?” affronta in modo diretto il tema dell'omosessualità, ma non solo questo, ponendo al centro della scena un comune adolescente dei nostri giorni che si chiama Leonardo, lo stesso nome del grande genio del Rinascimento. Come lui omosessuale, come lui insofferente alle regole, come lui sempre alla ricerca di nuove possibiltà in cui incanalare la sua prorompente vivacità, come lui è desideroso di volare e di non rimanere attaccato alle mere cose terrene che lo imbrigliano pesantemente.Leonardo ama la musica, ha una madre, Sonia, sempre presente, ma un po' svagata che naviga in modi lontani ed esoterici e, come tutti i Gay che si rispettano, un 'amica del cuore, Marta, che condivide, i suoi sogni e le sue paure e che combatte al suo fianco. Poi nella nuova città dove Leonardo è costretto a “migrare” c'è Franciulli, il bullo della scuola, che non ne vuole sapere di un compagno di scuola sensibile e sognatore che indossa delle belle scarpe rosse scintillanti, perchè i veri uomini indossano solo scarpe sportive, nere o marroni a volte blu. Franciulli è un ragazzo che crede di avere la verità in tasca, pieno come è, di sé, un leader che sa come farsi rispettare, che usa le parole come lame taglienti che feriscono chi non la pensa come lui e, come si sa, le parole feriscono come e forse più delle armi. Franciulli deride sempre Leonardo, non lo chiama Leonardo, bensì Monnalisa, il vero nome della Gioconda, il capolavoro del Da Vinci.

Ma Leonardo va avanti per la sua strada, seppur ferito, finchè un giorno non viene invitato da Giorgio, un ragazzo per cui prova grande simpatia, forse amore, ad una festa, ma sarà lì che dovrà subire tra l'indifferenza di tutti un altro,estremo, terribile affronto. Leonardo con la sua spiccata sensibilità rimane distrutto e, cadendo nella disperazione, tenta il suicidio. Ma piano piano si accorge che non deve avere paura di sé stesso, che la diversità non deve essere intesa come disuguaglianza imposta dai canoni di comportamento comuni, la diversità non è mancanza, bensì, se ben gestita consapevolmente, opportunità: essere diversi in un mondo siffatto, come il nostro, dove tutti sembrano, vogliono, essere uguali agli altri, nei modi e nei costumi imperanti,risulta un pregio non uno sfregio. E così d'ora in poi il soprannome di Monnalisa, per lui sarà dunque un complimento nobilissimo, perchè Monnalisa é un capolavoro assoluto, unico, diverso dagli altri, e quindi ammirato da tutti, tanto diverso che non si è ancora riusciti a svelarlo del tutto, misterioso e bellissimo.Simone Severgnini, aiutato da un mobilissimo marchingegno scenico che gli consente come Leonardo di inventare ambienti e spazi nuovi, interpretando di volta in volta Leonardo e Franciulli, propone nello spettacolo un viaggio commosso e commovente verso l'accettazione di sé e nello stesso tempo un omaggio alla diversità, come bene prezioso da conservare e proteggere.

ALESSIA GERLETTI

Perché tarpare le ali a coloro che credono di poter solcare il cielo con i loro sogni? Bisogna lasciarli librare nell'aria i tipi come Leonardo. Sono spiriti liberi che, quando abbandonano lo stigma dell'accettazione sociale, raggiungono vette elevatissime. Vedono la verità con gli occhi, la percepiscono nell'anima. Non impongono agli altri il proprio criterio di procedere nella vita. Il cuore di Leonardo ha due ali possenti. Lui brilla perché vola nel suo pezzo di cielo. Viaggia con i lunghi capelli al vento, tocca le stelle con le mani e si siede tra le braccia della Luna. Non è diverso, è se stesso.

Complimenti alla compagnia “Il Giardino delle Ore” che ha visto come protagonista Simone Severgnini con uno spettacolo che sente particolarmente suo. E' ben evidente che sia andato oltre la semplice rappresentazione. Quando usi testa e cuore come se fossero un tutt'uno, i risultati sono sempre percepiti da coloro che stanno dall'altra parte. Uno spettacolo che risveglia gli animi e che invita a riflettere. Si ringraziano anche i fedeli collaboratori: Tommaso Severgnini, Filippo Antonio Prina, Matteo Castagna, Maria Cristina Stucchi, Antonio Romelli, Gabriele Giussani, Katia Colombo.

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