PIERO l’italianò

Di e con:Simone Severgnini
Musicisti:Tommaso Severgnini e Dimitri Pugliese
Scene:Filippo Antonio Prina
Assistente:Francesca Notaro
Foto di scena:Marco Isella

Una spietata riflessione sul ruolo dell’artista e sul suo tormento. Oggi è difficile spiegare a un giovane cosa significhi veramente essere un’artista. Cosa comporti avere sempre un moto interiore; sentirsi inadeguati rispetto al mondo in cui si vive; cercare negli abissi della profondità umana un pizzico di bellezza a cui potersi aggrappare e tentare di mostrarla al mondo. Piero Ciampi racconta con le sue parole quanto sia
complicata la condizione dell’artista.

Questo vorremmo raccontare e contrappore a una visione di artista come uomo di successo che viene fatta passare dalla narrazione contemporanea.

E per raccontare a tutti quelli che si sentono come Piero tanto sensibili, da ardere di desiderio nel raccontare una loro prospettiva sul mondo, che non sono soli.

Uno spettacolo multidisciplinare in cui musica dal vivo e teatro si fondono per dar vita ad un affresco surreale che ci conduca dentro al cuore una delle figure più folli e controverse del panorama del cantautorato Italiano: Piero Ciampi.

Piero l’Italiano, Piero l’artista. Poeta in musica di una Livorno e di un’Italia dove qualcuno ancora riconosceva il ruolo dell’artista, e dove era possibile farsi ascoltare anche per un genio così diverso come Piero. Piero che beveva, Piero che amava, Piero che soffriva, Piero che insultava, Piero che cantava e continua a cantare…

Tanto sincero da fare paura, tanto vero da non poter essere accettato. Solo. Ma sempre abbastanza ironico da ridere dell’inaccettabile. Della vita no, quella non fa ridere. “La morte mi fa ridere, la vita no!”

Due musicisti e un attore in una scena di suoni, fumo, scarpe e vetri, interi e rotti. E li vedi lì con un bicchiere in mano e sai che avran da fare ancora con il vento. Lui sa che avrà a che fare ancora con il vento.